Analisi di approfondimento del Corriere della Sera sul Decreto Scuola approvato dalla Camera

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Con due anni di precariato, a cui si aggiunge quello in corso, si potrà accedere al concorso. «Dopo anni di disinteresse torniamo a mettere al centro la scuola, l’università e la ricerca», dice Fioramonti, il ministro dell’Istruzione. Ma i sindacati non sono contenti

Un concorso ordinario e uno straordinario per l’assunzione di quasi 50 mila docenti, un nuovo concorso per gli insegnanti di religione cattolica dopo 15 anni dall’ultimo, riapertura delle graduatorie di terza fascia, esclusione della rilevazione delle impronte per certificare la presenza dei presidi e del personale ausiliario.

Queste e altre novità sono contenute nell’approvazione del decreto legge in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca avvenuta oggi alla Camera. Il via libera è stato dato ieri con 282 voti favorevoli e 212 voti contrari.

Ha votato a favore la maggioranza di governo, hanno votato contro le forze di opposizione, Lega, Forza Italia e FdI. Il testo passa ora all’esame del Senato. «Dopo anni di disinteresse torniamo a mettere al centro la scuola, l’università e la ricerca, garantendo la continuità didattica, velocizzando il reclutamento di docenti e ricercatori, abbattendo il precariato, sburocratizzando il settore e rafforzando l’inclusione», ha commentato il ministro dell’Istruzione e dell’Università Lorenzo Fioramonti.«Il decreto scuola presto sarà legge.

A dimostrazione del fatto che questo Governo mantiene gli impegni presi e lavora, con determinazione, per dare risposte al mondo della scuola, dell’università e della ricerca», dice la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani. «Con questo provvedimento cerchiamo di fare ordine nel sistema di istruzione, dando risposte a tante categorie di precari, ma, soprattutto, mettendo al centro il buon funzionamento della scuola», aggiunge la sottosegretaria all’Istruzione, Lucia Azzolina (M5S).

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