Il Covid ricambia la maturità

Il Covid ricambia la maturità

La legge di Bilancio assegna al ministro il potere di decidere. Stanziati 30 milioni

di Carlo Forte

Esami di stato, 30 milioni di euro per le misure anti Covid-19. Lo prevede un emendamento alla legge di bilancio, approvato la settimana scorsa in commissione bilancio alla camera (86.14) e da ieri al vaglio finale del senato. La modifica (si veda Italia Oggi di martedì scorso) è stata presentata da Alessandra Carbonaro, deputata del m5s, e i finanziamenti saranno erogati riducendo le risorse destinate al fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa previsto dall’articolo 1 della legge 440/97. Le somme saranno assegnate alle istituzioni scolastiche statali e paritarie, sedi di esame, dal ministero dell’istruzione tenendo conto del numero di studenti e di unità di personale interessati. Il dicastero di viale Trastevere potrà anche adottare misure analoghe a quelle già previste per gli esami di stato dello scorso anno scolastico (si veda l’articolo 1 del decreto-legge 22/2020): sarà il ministro stesso, con ordinanza, a decidere quali. Nel novero delle possibilità, la riduzione del numero delle prove e la previsione di commissioni costituite solo da docenti interni. Le disposizioni speciali applicate nel decorso anno scolastico, che potranno essere applicate anche a quello in corso, prevedono anche la possibilità di sostituire la prova Invalsi con una prova predisposta dalla singola commissione di esame. Ciò per far sì che tale prova possa essere aderente alle attività didattiche effettivamente svolte nel corso dell’anno scolastico sulle specifiche discipline di indirizzo.

Peraltro, nel decreto milleproroghe il governo ha inserito anche una disposizione che consente ai consigli di classe di derogare alle norme sulla valutazione anche per l’anno scolastico 2020/2021. Deroghe necessarie per dare validità alle risultanze delle verifiche, degli scrutini e dei giudizi di ammissione o non ammissione agli esami. Allo stato attuale, peraltro, le riunioni degli organi collegiali scolastici, compresi i consigli di classe, avvengono a distanza. E quindi, in assenza di disposizioni specifiche, anche le deliberazioni di tali organi sarebbero risultate non legittime.

Nel decorso anno scolastico, le ammissioni alle classi successive nel primo e nel secondo ciclo sono state disposte anche in presenza di voti inferiori al 6. E per questi alunni sono stati predisposti piani di apprendimento individualizzato per colmare le lacune pregresse e consentire loro di rimettersi al passo con gli altri compagni di classe. Gli esami di terza media, inoltre, non si sono tenuti e sono stati sostituiti dal giudizio finale del consiglio di classe.

ProfessioneDocente

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