Il Ministero fornisce indicazioni applicative con una nota del Capo Dipartimento Istruzione sul DPCM del 3 novembre

Il Ministero fornisce indicazioni applicative con una nota del Capo Dipartimento Istruzione sul DPCM del 3 novembre

Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha impartito disposizioni valide per tutto il sistema nazionale di istruzione, graduate altresì anche sulla base del livello di incidenza del contagio su alcuni territori, particolarmente colpiti dall’epidemia

La nota, oltre a confermare il contenuto nel DPCM, considera altri aspetti non definiti in dettaglio nel Decreto, come l’attività nei convitti e quella dei CPIA. I convitti proseguono la loro attività a condizione che possa essere assicurato il distanziamento sociale; i convittori possono frequentare le attività didattiche in presenza se la scuola e il convitto sono posti nel medesimo ufficio o in edifici contigui, mentre i semi-convittori frequentano la scuola secondaria di II grado a distanza.


Per i CPIA, la nota stabilisce che l’istruzione degli adulti segua le prescrizioni del I ciclo.


Il Ministero richiama inoltre la necessità di mettere in atto gli strumenti necessari per mantenere una relazione educativa che realizzi una effettiva inclusione scolastica degli alunni disabili anche qualora l’attività si svolga in DDI, richiamando inoltre che le istituzioni scolastiche sono chiamate a garantire il diritto all’istruzione degli alunni posti in situazione in quarantena.


Per quanto riguarda le modalità organizzative che i dirigenti scolastici sono chiamati ad adottare, in base a quanto deliberato dagli OO.CC., in ordine all’erogazione della DDI, la nota ammette esplicitamente la possibilità di autorizzare i docenti a svolgere l’attività senza essere presenti a scuola.
Per il personale ATA, si dà indicazione di privilegiare per quanto possibile il lavoro in modalità agile, limitando il lavoro in presenza alle sole mansioni che non possono essere svolte a distanza.

Nelle regioni incluse nelle c.d. “aree rosse” dovranno essere svolte in presenza solo le attività indifferibili.
La nota precisa infine che i contratti sottoscritti ai sensi dell’art.231-bis del D.L.34/2020 (sui cosiddetti “posti COVID”) non devono essere risolti in caso di sospensione dell’attività in presenza, né per il personale docente né per il personale ATA.

Scarica la nota del Capo Dipartimento Istruzione

ProfessioneDocente

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