Le classi pollaio sono una vera emergenza?

Le classi pollaio sono una vera emergenza?

Secondo Tuttoscuola non sono da considerarsi un grave problema del sistema scolastico

In un suo recente servizio Tuttoscuola.com affronta uno dei temi che l’attuale maggioranza di governo, nel breve spazio dedicato alla scuola nel suo “contratto per il governo del cambiamento”, mette in una qualche evidenza, indicando la necessità di intervenire fra l’altro “sul fenomeno delle cd. classi pollaio”.

La tesi di Tuttoscuola, sostenuta da un’elaborazione condotta su dati di fonte MIUR, è che in realtà le classi pollaio non siano da considerarsi un grave problema del sistema scolastico. Tesi che però si regge su un assunto ben preciso, vale a dire sull’individuazione di una soglia oltre la quale la dimensione di una classe possa dar luogo alla patologia del cosiddetto “pollaio”. Per Tuttoscuola il limite preso in considerazione è quello fissato dal DPR 81/2009 per la costituzione delle classi a proposito della secondaria di II grado, laddove si prevede che le stesse debbano essere formate “senza superare, comunque il numero di 30 studenti per classe”.



Le conseguenze non sono di poco conto, come evidenziato nello stesso servizio, laddove si afferma che qualora si assumesse il valore 25 (quello che il DM 26.8.1992 del Ministero dell’Interno fissa ai fini9 della normativa antincendio) si arriverebbe a considerare classi pollaio la metà di quelle esistenti. Ben diversa la situazione ragiona sul parametro dei 30 alunni. Premesso che la ricerca si concentra esclusivamente sulla secondaria di II grado, vien fuori che le classi con più di 30 studenti sono solo 410 su quasi 120mila (119.817), quindi una percentuale limitata allo 0,34% del totale.

Considerando le diverse aree territoriali, si va dallo 0,31% di “classi pollaio” presenti al Sud e nel Nord Est per toccare una punta dello 0,44% nelle isole, con la Liguria a detenere il primato (0,86%). Si tratta in ogni caso di valori a dir poco modesti, certamente lontani dal poter essere assunti come “emergenza” del sistema; ma la musica potrebbe cambiare, e in modo significativo, se anziché ragionare su una soglia di 30 alunni si assumesse un valore inferiore, nella fascia 25-30. È la stessa ricerca di Tuttoscuola a lasciarlo intendere, senza mezzi termini, quando richiama – come già detto – la normativa antincendio del 1992, dopo aver peraltro ricordato che “una classe con troppi alunni crea difficoltà per gli insegnanti nella governance e nel rapporto individualizzato”.

Fonte dell’articolo: Cisl Scuola



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