Maturità 2019: quadri di riferimento e nuovi crediti scolastici

Maturità 2019: quadri di riferimento e nuovi crediti scolastici

Quadri di riferimento e griglie valutative uguali, ma non rigidamente vincolanti, per l’intero territorio nazionale

La regolamentazione voluta dalla legge 107/2015 (Buona scuola) e prevista da un suo decreto legislativo (62/2017), è stata attuata dal ministro dell’istruzione Bussetti con il decreto 769 del 26.11.2018.

Non tutti i quadri di riferimento hanno uno sviluppo omogeneo (taluni sintetici e altri molto dettagliati), ma nell’insieme possono rappresentare comunque uno strumento utile per ridurre le eclatanti disparità di giudizio, soprattutto tra Nord e Sud, emerse con sempre maggiore evidenza negli ultimi anni.

Va indubbiamente apprezzato il notevole sforzo del Ministero per definire ben 77 diversi quadri di riferimento (15 per i licei, 29 per gli istituti professionali e 33 per gli istituti tecnici), ma, se questo del riequilibrio è l’obiettivo condivisibile, un elemento innovatore (i nuovi crediti scolastici) della nuova maturità potrebbe in parte ridimensionarne il peso effettivo. Vediamo perché.

In precedenza il credito valeva il 25% del punteggio massimo attribuibile; ora peserà per il 40%.

Questo significherà che i consigli di classe avranno un maggior peso sulla determinazione del voto finale d’esame; un peso virtualmente uguale a quello che le Commissioni potranno attribuire alle due prove scritte.

Se, grazie ai nuovi quadri di riferimento, vi sarà un maggior equilibrio nelle due prove scritte (20 punti anziché 15 sia per la prima prova sia per la seconda) il peso dei nuovi crediti scolastici, uguale alla somma dei punteggi delle due prove, potrebbe attenuarne o vanificarne l’effetto.

Prove Vecchi punteggi mx Punteggi mx nuovo esame
Credito complessivo ultimi tre anni di corso 25 punti 40 punti
Prima prova scritta 15 punti 20 punti
Seconda prova scritta 15 punti 20 punti
Terza prova scritta (quizzone) 15 punti
Colloquio 30 punti 20 punti
totale 100 punti 100 punti
Fonte dell’articolo: Tuttoscuola.com



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