Nuovo anno, ecco le priorità

Nuovo anno, ecco le priorità

Dalla ripresa in presenza delle lezioni ai vaccini, al contratto

di Alessandra Ricciardi

Chiarezza sui dati dei contagi, maggiore responsabilità nelle decisioni e coordinamento delle varie politiche – sanità e trasporti in primo luogo – che ruotano intorno alla scuola perché la scuola riapra davvero, per non dover poi richiudere. E poi la valorizzazione del docente, su cui tutti da decenni sono d’accordo ma per la quale si investe sempre poco, troppo poco, perché fare l’insegnante diventi una professione accattivante. La ripresa di questo anno è contrassegnata nella scuola dall’accavallarsi di problemi vecchi e nuovi, in cui l’epidemia la fa da padrona e richiede scelte inimmaginabili fino a un anno fa, come emerge dagli interventi dei segretari generali dei principali sindacati del settore. ItaliaOggi ha chiesto loro di indicare su ambiti diversi le direttrici, le esigenze, le possibili soluzioni.

«Con le ordinanze regionali», sulla chiusura delle scuole, «abbiamo avuto un primo assaggio dell’autonomia differenziata nella scuola che la Flc-Cgil considera il pericolo più grave per l’unità del nostro Paese e per il nostro sistema di istruzione», dice Francesco Sinopoli, segretario della Flc-Cgil. «Vanno usati i soldi del Mes per i presidi sanitari nelle scuole. Vanno ricostituiti i percorsi per la vigilanza sanitaria», sottolinea il numero uno della Uil scuola, Pino Turi. Chiede un’operazione verità sui dati dei contagi Elvira Serafini, segretaria dello Snals-Confal, che rilancia un tema su cui il consenso è ampio: dare una corsia preferenziale al personale scolastico nelle vaccinazioni anti-Covid.

«Tra le priorità del nuovo anno non può non esserci la questione retributiva di una categoria che attende da tempo di recuperare il divario esistente rispetto al resto dell’Europa», attacca Maddalena Gissi, segretario della Cisl scuola, esigenza su cui a parole c’è consenso trasversale ai partiti, «la loro credibilità la misureremo però sui fatti». Nelle prossime settimanale l’apertura delle trattative per il rinnovo del contratto. Un contratto che, se ha poco sul fronte degli aumenti di stipendio, «deve essere un’occasione per riscrivere la parte normativa, a iniziare dalle norme sull’orario di lavoro e le sanzioni, per evitare di continuare ad alimentare il contenzioso», dice Rino Di Meglio, coordinatore di Gilda. La scuola è pronta a riaprire, rivendica il presidente dei dirigenti scolastici, Antonello Giannelli, a mancare è il resto, quello che servirebbe a «costituire la necessaria cintura di sicurezza per la scuola», dai trasporti al contact-tracing. Intanto aumenta l’incertezza. E la scuola diventa la cartina al tornasole di un intero Paese.

ProfessioneDocente

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