Nuovo Dpcm, cosa cambia per le scuole

Nuovo Dpcm, cosa cambia per le scuole

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Medie chiuse solo nelle zone rosse, mascherina obbligatoria per tutti

Coprifuoco alle 22.00, spostamenti vietati nelle aree a rischio e smartworking ai massimi livelli possibili, sia nel pubblico che nel privato. Sono solo alcune delle misure previste dal nuovo Dpcm che il premier, Giuseppe Conte ha firmato questa notte. Importanti novità ache riguardo alla scuola. Questa mattina il Dpcm è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore da domani, 5 novembre, fino al prossimo 3 dicembre 2020. Vediamo intanto le principali misure previste per la scuola dal nuovo Dpcm.

Leggi il nuovo Dpcm

Didattica a distanza al 100% per le scuole secondaria di secondo grado

Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado – secondo quanto leggiamo nell bozza – adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica  in modo che il 100% delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori o sia necessaria in ragione della situazione di disabilità dei soggetti convolti e in caso di disturbi specifici di apprendimento e di altri bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata, in modo che sia garantita una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione.

“Ora che il dado è tratto con le norme emergenziali di novembre, la Ministra Azzolina si concentri sulla qualità degli apprendimenti nelle scuole superiori attraverso la didattica a distanza. Cominci, innanzitutto a riconoscere alle scuole più quote di autonomia con riferimento all’organizzazione degli orari e delle materie. Non si può pensare infatti di tenere per cinque o sei ore i ragazzi davanti allo schermo di un pc o di un tablet proponendo loro le stesse lezioni che vengono svolte in presenza: non e’ auspicabile, ma soprattutto non puo’ intendersi cosi’ la didattica a distanza. Le scuole devono essere autorizzate insomma a fare in meno tempo, ma con maggiore efficacia proposte di studio e di approfondimento utilizzando tutte le tecnologie a disposizione sul web”. Lo afferma Valentina Aprea, deputata di Forza Italia e responsabile del Dipartimento Istruzione del movimento azzurro, che continua: “Per questo, vanno previsti monitoraggi in tutte le scuole per essere certi, prima di tutto, che nessun studente sia privo dei device necessari per lo studio a distanza, ma soprattutto si avviino, magari con l’aiuto dell’INDIRE e dell’INVALSI, procedure di controllo sulla qualità degli apprendimenti a distanza. E, dove sarà necessario, si provveda a sostenere i docenti con piani di formazione alla didattica digitale e all’uso di pratiche didattiche come il “flipped learning” (insegnamento capovolto), il ricorso alle App per la creatività e il problema solving o alla realtà aumentata e a quella virtuale, immersiva, che permette esplorazioni di qualsiasi realtà, dallo spazio ai musei e altro ancora. Azzolina – conclude Aprea – avrebbe dovuto investire su queste azioni già da marzo, ma ora diventa ancora più urgente o i nostri ragazzi di demotiveranno e non sfrutteranno questo tempo per accrescere competenze al passo con i tempi. Forza Italia incalzerà su questo il Governo a partire dalla prossima Legge di Bilancio”.

Obbligo di mascherina anche al banco

La  mascherina sarà obbligatoria a scuola per gli alunni della primaria e della secondaria di I grado, anche quando sono seduti al banco.  “L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza – si legge nel testo – con uso obbligatorio di dispostivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina”.

Concorsi sospesi

Prevista la “sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica ovvero in cui la commissione ritenga di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile”. Lo stop ai concorsi era stato previsto dal governo in una prima bozza del Dpcm del 24/10 salvo stralciare il comma successivamente, su richiesta delle Regioni.

Misure più restrittive nelle zone rosse

Il Dpcm prevede misure più restrittive per la scuola nelle aree che dovessero, invece, essere caratterizzate da uno scenario di “massima gravità e da un livello di rischio alto”. Queste aree dovranno sempre essere individuate con apposita ordinanza del Ministro della Salute.

Per la didattica, in caso di misure, più restrittive:

  • Resteranno in presenza la scuola dell’infanzia, i servizi educativi per l’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado. Le attività didattiche in tutti gli altri casi si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza.
  • Resta comunque salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e in generale con bisogni educativi speciali.

ProfessioneDocente

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