Riaperture, Pd-governatori per il no

Riaperture, Pd-governatori per il no

Il dpcm potrebbe far slittare a febbraio la data nazionale

di Angela Iuliano

L’asse governatori-Pd isola la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina sulla riapertura delle scuole. Mentre il premier Giuseppe Conte annuncia che «sta arrivando una impennata del contagio» «anche da noi, dopo Gran Bretagna, Germania e Irlanda… Non sarà facile, dobbiamo ancora fare sacrifici». Tanto che il nuovo Dpcm, previsto per il 15 gennaio, potrebbe stabilire il rientro a scuola delle superiori dal 1 febbraio proprio per evitare che ogni regione vada in ordine sparso.

Ieri, infatti, mentre protestavano in varie città gli studenti per il ritorno in classe, hanno riaperto a lezioni in presenza al 50% le superiori solo in 3 regioni: Toscana, Abruzzo e Valle d’Aosta, in tutto circa 250mila studenti, a cui vanno aggiunti, dal 7 gennaio, quelli di Trentino ed Alto Adige. In tutte le altre regioni i governatori hanno deciso di proseguire con la Dad ciascuno secondo un prorio calendario: fino al 18 per Piemonte, Lazio, Molise, Liguria e Puglia, il 25 per Emilia Romagna, Campania, Lombardia e Umbria, addirittura il 1 febbraio per Marche, Calabria, Sicilia, Sardegna, Veneto, Friuli.

Se Azzolina li accusa di sconfessare l’accordo governo-regioni del 23 dicembre in cui si decise la riapertura il 7 gennaio, poi slittata di 4 giorni, il fronte dei governatori non ci sta e ribadisce che la Costituzione assegna loro responsabilità come autorità sanitarie di fronte all’andamento preoccupante della pandemia. Tanto che il segretario del Pd Nicola Zingaretti, presidente del Lazio, avvisa: «sia chiaro che l’apertura delle scuole porterà a un aumento della curva, molte aree torneranno in zona rossa».

Zingaretti sottolinea anche che vaccinare prima il mondo della scuola porterebbe malati, anziani e immunodepressi a dover aspettare. Mentre il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga (Lega) ricorda: «Abbiamo gli ospedali strapieni, dobbiamo valutare la situazione che c’è e non quella che vorremmo».

ProfessioneDocente

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