Scuola, accordo salva-precari: concorso facilitato per 24 mila

Scuola, accordo precari: concorso facilitato per 24 mila

Siglato accordo al ministero, passa la linea dei sindacati; per gli altri un «percorso abilitante»

Valentina Santarpia

Saranno assunti a tempo indeterminato con un concorso straordinario 24 mila e 250 professori delle secondarie con tre anni di servizio alle spalle (di cui uno insegnando la materia per cui si concorre): è il frutto dell’accordo tra governo e sindacati, che ieri sera hanno raggiunto un’intesa sulla nuova stabilizzazione di precari. Fulcro della concertazione, che diventerà un emendamento del disegno di legge Crescita e dovrà essere approvato in Parlamento, è il Pas, il percorso abilitante speciale che partirà entro il 2019. Potranno accedervi tutti gli insegnanti con più di 36 mesi di servizio, che nelle statali si stima siano 55 mila, senza alcuna selezione, come inizialmente chiedeva il ministero dell’Istruzione. Ma saranno ammessi, come invece pretendevano da tempo i sindacati, anche gli insegnanti delle paritarie, i docenti di ruolo (che hanno interesse a prendere un’altra abilitazione per cambiare ruolo o regione) e i dottori di ricerca. Si prevedono fino a 100 mila partecipanti, per cui la formazione sarà distribuita su più cicli annuali.

A questo percorso potranno partecipare ovviamente i 24 mila docenti del concorso straordinario, se vorranno rimanere nella propria regione. Nel caso in cui, pur di essere assunti subito, siano invece disposti a lasciare casa, potranno partecipare direttamente al concorso straordinario e abilitante. Che si chiama così proprio perché, sulla scia del concorso facilitato riservato ai diplomati magistrali, prevede uno scivolo facile verso l’assunzione: i 24 mila che potranno partecipare (selezionati su titoli) dovranno sostenere una prova con domande a risposte multiple al computer, con un punteggio minimo da raggiungere, e un colloquio orale che non avrà carattere selettivo. Fondamentale il fatto che in questo concorso sarà dato un punteggio alto proprio al servizio. «Abbiamo avuto piena applicazione dell’accordo con il premier Conte del 24 aprile- spiega Maddalena Gissi, segretaria Cisl- L’apertura dei Pas a tutti è un’opportunità che i docenti aspettavano da tempo. Ora speriamo solo che la politica dia il suo contributo, approvando velocemente». Perché l’obiettivo è quello di portare i nuovi prof in cattedra entro l’anno scolastico 2020-2021.

Ma non saranno gli unici. Come prevede la legge, metà dei 48.500 posti vacanti dovrà essere coperta da concorso: ed è per questo che, come annunciato ieri sera dal ministro Marco Bussetti, sarà bandito un altro concorso, stavolta ordinario, dedicato ai laureati con 24 crediti formativi: per loro la strada sarà in salita, considerato anche il grado elevatissimo di ritardi, intoppi e bocciature del precedente concorso. «Altri 17.000 sono quelli del concorso ordinario per infanzia e primaria. Nei prossimi mesi, dunque, bandiremo quasi 70.000 posti nella scuola», dice Bussetti, parlando di «serio lavoro» condotto in queste settimane con le organizzazioni sindacali. «Si tratta di una soluzione di rilievo rispetto al tema della reiterazione dei contratti a termine nella scuola statale», notano i sindacati. Peccato che prima dell’arrivo di prof freschi di nomina passerà almeno un altro anno. Quello che sta per iniziare sarà un altro anno scolastico da migliaia di supplenti, come sempre.

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