Conte firma il nuovo Dpcm: da lunedì 26 alle superiori didattica a distanza tra 75 e 100%

Scuola e nuovo Dpcm: da lunedì 26 alle superiori didattica a distanza tra 75 e 100%

Ecco il compromesso per le scuole superiori

Il premier Giuseppe Conte ha firmato durante la nottata il nuovo Dpcm per rispondere all’impennata di positività al Covid-19. Anche la scuola è coinvolta: alle superiori si incrementa “il ricorso alla didattica digitale integrata pari ad almeno il 75% delle attività”.

La novità, rispetto alla bozza iniziale del Dpcm, è che il Governo è andato incontro alle richieste delle Regioni che avevano chiesto di portare la Dad alla totalità dell’orario settimanale.

La decisione delle scuole va comunicata

La decisione di mutare la didattica in presenza in lezioni a distanza, va comunque comunicata, si legge ancora nel Dpcm, “previa comunicazione al Ministero dell’Istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali”.

Comunicato stampa dell’ANP

Il Presidente dell’ANP, Antonello Giannelli sul DPCM del 24 ottobre 2020: “Non si può con decreto imporre l’organizzazione dell’orario alle scuole, essendo questa una prerogativa autonomistica. Ricordo che l’autonomia esiste proprio perché le scuole possano organizzare il servizio adattandolo alle esigenze del proprio bacino di utenza. Per questa ragione, lo ripeto, non ha senso obbligare tutto il territorio – nazionale, regionale ma anche provinciale – ad adottare la stessa organizzazione perché i bisogni delle famiglie e degli studenti sono diversi”.

Continua il Presidente ANP: “Ad oggi, e lo dico ragionando sui dati diffusi, ridurre la frequenza a scuola che non è luogo di contagio, o comunque lo è meno di altri, è un controsenso. Voglio poi mettere in evidenza due criticità: gli studenti con bisogni educativi speciali e i portatori di handicap per crescere e integrarsi hanno bisogno del contatto con i compagni, non basta dare loro la possibilità di seguire le lezioni a scuola, da soli, con l’insegnante di sostegno (quando c’è). Inoltre, segnalo la questione degli insegnamenti di tipo laboratoriale che saranno gravemente danneggiati da un utilizzo massivo della didattica a distanza”.

Conclude Giannelli: “In questi sei mesi non si è fatto nulla per potenziare la medicina territoriale e il sistema dei trasporti, auspico che questo venga fatto ora con i fondi appositamente stanziati, in modo che non venga compromesso del tutto questo anno scolastico e con esso il diritto allo studio dei ragazzi delle scuole superiori”.

Scarica il nuovo DCPM

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