Scuole, allarme contagi dalla Campania al Veneto

Scuole, allarme contagi dalla Campania al Veneto

A Napoli un aumento del 47% tra gli studenti delle medie, in Veneto 20 alunni contagiati per aver partecipato a una festa. Focolai a Bologna e Potenza

di Valentina Santarpia

Mentre l’Rt, l’indice di contagio, sale in tutta Italia, le scuole tornano a far paura, per l’impennata di casi e i focolai sparsi. E molti governatori son già pronti a fare marcia indietro sull’apertura generalizzata, chiedendo al governo di valutare l’impatto che ha la scuola nell’attuale situazione epidemiologica.

La Campania resta per il momento arancione ma rischia di ritrovarsi in zona rossa tra 15 giorni, complici proprio i contagi in classe. Nelle scuole napoletane è stato registrato un aumento del 47,2% di casi tra gli studenti e del 51,6% tra i docenti delle scuole medie dall’inizio del mese. Nello stesso periodo, c’è stato un aumento del 38,8% di contagi tra i bambini della scuola dell’infanzia e elementari, e del 23,4% tra gli alunni delle superiori.

Il caso Treviso

In Veneto l’ultimo allarme è scattato a Treviso, dove 20 alunni e 4 insegnanti di una scuola del Trevigiano sono risultati positivi al Covid dopo una festa di Carnevale privata. «Ho chiesto ufficialmente al governo che il Cts si esprima formalmente e pubblicamente rispetto all’apertura delle scuole», attacca il governatore Luca Zaia. «Noi — ha ricordato — non abbiamo aperto le scuole il 7 gennaio e siamo stati definiti quelli con l’anello al naso».

I focolai a Bologna

Aumenta anche il numero di focolai nelle scuole di Bologna, che diventa arancione scuro da sabato, con lo stop alle lezioni in presenza da lunedì. Il numero dei contagi a febbraio nelle scuole, spiega Paolo Pandolfi, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl, è tornato al livello di novembre, che fu un «momento critico». A preoccupare non è tanto il tasso di positività — 5,6% tra gli studenti e 5,1% tra gli insegnanti — ma l’aumento dei focolai negli istituti, soprattutto alle elementari.

L’allarme a Milano

Pure da Milano il direttore generale dell’Ats, Walter Bergamaschi, rileva una situazione che «desta un po’ di preoccupazioni» soprattutto all’interno delle scuole: «Nelle scuole abbiamo il 33% di casi in aumento in una settimana».

Dalla Basilicata alla Sardegna

In Toscana, chiusi gli istituti di Castiglion Fiorentino e Marciano della Chiana (Arezzo) e Manciano (Grosseto), dopo la scoperta di diversi positivi. In Sardegna allerta a San Teodoro, ora zona rossa, e a Budoni, dove, dopo il caso di un minore risultato positivo alla variante inglese, il sindaco ha disposto lo stop di tutte le scuole «per tutelare la salute dei docenti, degli alunni e del personale Ata».

Nelle Marche, scatta da sabato la didattica a distanza nelle superiori fino al 6 marzo per l’aumento dei casi soprattutto nella fascia 0-19 anni. E ad Ancona e Macerata restano a casa gli studenti dalla II media. Scuole chiuse anche in Puglia, Sanremo e Ventimiglia (Liguria), Colleferro, Carpineto Romano e Torrice (Lazio), Bolzano, San Cipirello e San Giuseppe Jato (Sicilia), Campobasso, Brescia, in provincia di Perugia e nel Ternano.

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