5 Febbraio 2023
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Sindacati: attendiamo le forze politiche (e il nuovo Ministro) alla prova dei fatti

In questi ultimi giorni, che hanno portato alla formazione del governo Meloni, tutti i sindacati rappresentativi hanno dichiarato quali sono le loro priorità e le loro aspettative. Comuni, con gradazioni diverse, sono due temi: quello dell’aumento degli stipendi degli insegnanti, guardando all’Europa, e quello della soluzione strutturale del problema del precariato. Richieste certamente non nuove, ma che ora vengono riproposte con forza al nuovo governo e al nuovo Parlamento. L’occasione è il rinnovo del contratto, “primo passo per ridare giusta dignità professionale a docenti, personale ATA e dirigenti, ha detto Ivana Barbacci, segretaria della Cisl scuola, intervenendo all’assemblea nazionale della sua organizzazione, svoltasi a Palermo (17-19 ottobre), città del Sud scelta anche per riaffermare che “superare squilibri e disuguaglianze è obiettivo di valenza strategica”. Obiettivo per il quale “Non ci serve un’autonomia differenziata, che rischia di frammentare il sistema riproponendo tanti piccoli centralismi regionali: si valorizzi invece di più l’autonomia di cui già ogni scuola dispone. E gli enti locali facciano di più per le loro scuole, fornendo per esempio tutti i servizi necessari per un ampliamento del tempo scuola”. La Barbacci ha ricordato che Giuseppe Valditara è il 45° ministro dell’istruzione, comprendendo nell’elenco anche i ministri che guidarono il MIUR (con l’accorpamento di istruzione, università e ricerca) e tenendo conto che due di loro (Segni e Misasi) ebbero l’incarico due volte. “Il primo augurio da rivolgere al nuovo ministro è dunque quello di poter rimanere in carica un po’ più dei 20 mesi che rappresentano la durata media di un mandato ministeriale a viale Trastevere”. Riguardo alla nuova denominazione del Ministero, la Cisl Scuola si augura che l’aggiunta non sia dettata da suggestioni come “quelle di una “meritocrazia” malintesa che tanti danni ha già prodotto e potrebbe ancora produrre se legata a modelli, scolastici e non solo, in cui concorrenza e competizione prevalgono sul senso di appartenenza a una comunità di persone tutte meritevoli di vedersi riconoscere pari opportunità”. Anche Francesco Sinopoli, segretario della Flc Cgil, ha detto che tra le maggiori criticità c’è il rinnovo del contratto “ormai scaduto da tre anni per un personale con retribuzioni tra le più basse nel pubblico impiego”, ma che ce ne sono altre: l’insufficienza del personale docente e Ata, il tempo scuola “pesantemente ridotto e distribuito in maniera diseguale nel Paese”; un precariato “diffuso ed endemico”, la mancanza di docenti di sostegno; le strutture edilizie “spesso fatiscenti”. Giuseppe d’Aprile, neoeletto segretario della Uil scuola, intervenendo al congresso della Confederazione che ha confermato il segretario generale Bombardieri, ma messo in evidenza i temi del precariato e delle retribuzioni, ma ha anche toccato temi politici più generali: “ci proponiamo quale sindacato propositivo, costruttivo, senza pregiudiziali politiche se la base di partenza dalla quale partire sarà una conoscenza libera, laica, riformista, statale, nazionale contro ogni forma di privatizzazione e soprattutto di regionalizzazione (autonomia differenziata) di un mondo, appunto quello della conoscenza, che deve unire l’Italia e non dividerla”. No alla privatizzazione e all’autonomia differenziata sono messaggi inviati al governo. © RIPRODUZIONE RISERVATA , , Pubblicato da Orazio Niceforo
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